Metilprednisolone nella pratica clinica ambulatoriale

Ezio Vincenti - Dipartimento Chirurgico di Dolo, Venezia
Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università di Trieste

45

ISBN 978-88-7556-467-4

Formato 19 x 26

Pagine 100

Anno di pubblicazione 2010

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6-metilprednisolone è stato per la prima volta approvato dalla Food and Drug  Administration (FDA) statunitense il 18 maggio 1959. Sono dunque cinquant’anni di storia che segnano il connubio tra questo corticosteroide di sintesi e svariate patologie che ne traggono beneficio. Al pari dei barbiturici, dei beta-lattamici e delle benzodiazepine, anche i corticosteroidi appaiono farmaci di gloriose tradizioni, che di anno in anno sanno trovare nuovi spazi sulla scorta degli avanzamenti biochimico-farmacologici e fisiopatologici che ne precisano meglio proprietà e metodologie d’uso. Questo libro si propone proprio di rivedere l’utilizzo di 6-metilprednisolone nelle sue varie preparazioni farmaceutiche alla luce della miriade di dati disponibili da studi sperimentali e clinici, che ne suggeriscono impieghi pratici più efficaci e più sicuri. Non intende, tuttavia, essere un condensato esaustivo di informazioni tecniche, una piccola summa nella quale trovare risposte complete ai dubbi e alle perplessità terapeutiche. Al contrario, si tratta di un’antologia che, come tale, illustra il fior fiore delle possibilità offerte da una molecola straordinariamente duttile. Ho preferito, in tal senso, privilegiare la filosofia d’uso del corticosteroide in un numero limitato di condizioni patologiche particolarmente esemplificative, piuttosto che svolgere in modo sistematico una materia troppo vasta. Mi sono soffermato, dove mi pareva utile, soprattutto sugli aspetti   metodologici della terapia, inseriti nelle particolari caratteristiche della patologia e legati alle modalità indicate da studi convincenti.
Nel 1992, con “Corticosteroidi e Terapia Intensiva” (SGE editoriali, Padova), e nel 2001, con “Protezione d’organo in Terapia Intensiva: i corticosteroidi e le prostaglandine” (Momento Medico, Salerno), avevo affrontato i punti “più significativi del panorama fisiopatologico implicato nell’habitat intensivistico, così da essere di supporto alla comprensione dei fenomeni correlati all’uso” di sostanze votate alla protezione d’organo in pazienti critici. Oggi, questo libro, tralasciando di proposito gli ambiti anestesiologico-rianimativi e dell’emergenza, volge lo spettro d’interesse alla pratica clinica corrente, tanto ospedaliera quanto – soprattutto – ambulatoriale, ma mantiene la stessa anima, il medesimo spirito speculativo. L’attenzione particolare dedicata al contesto ambulatoriale origina prevalentemente dalla considerazione della tendenza, ormai in atto da anni, di uno spostamento del baricentro sanitario verso la decentralizzazione diagnostica e terapeutica. In tal modo si riducono i costi e si soddisfa maggiormente la richiesta della popolazione di un accesso all’ospedale solo per le patologie acute non trattabili nel territorio. E nel caso in cui, in urgenza, si debba comunque ricorrere al Pronto Soccorso, per esempio per un attacco d’asma grave, la somministrazione precoce di un’adeguata dose di 6-metilprednisolone è in grado di abbattere il tasso di ricovero da circa il 50% a meno del 20%. Dunque, a distanza di dieci lustri, 6-metilprednisolone, lungi dall’apparire invecchiato, si rinnova nelle indicazioni e nelle possibilità di trattamento, per fornire un prezioso aiuto ai nostri pazienti, che meritano la massima attenzione non solo per la guarigione o il miglioramento della loro condizione morbosa, ma anche e soprattutto per ottenere una qualità di vita superiore.

 

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